Attività di recupero


Corretta stabulazione di rondoni, rondini e balestrucci


La nostra associazione usa dei contenitori in plastica di 60x40x30 cm come alloggio-nido per questi uccelli, durante la loro permanenza presso la nostra struttura.
Le pareti dei contenitori devono essere alte, lisce e dai bordi arrotondati, perchè i pazienti (non più di 7-8 nidiacei per volta o non più di 2-4 adulti per volta, in caso di rondoni) non possano arrampicarsi e cadere al di fuori del contenitore.

Non mettiamo mai uno di questi uccelli in gabbie perchè ciò potrebbe avere conseguenze fatali. La maggior parte di loro si rovinerebbe le penne, sia remiganti che timoniere, sbattendo contro le sbarre, con preclusione all’involo.
I contenitori così descritti rappresentano il luogo ideale dove accogliere, sia giovani che adulti, in modo tale che abbiano sufficiente sapzio, sia per aprire le ali che per muoversi avanti ed indietro.
I contenitori vengono altresì coperti per metà da un telo, cosicchè i nostri pazienti si sentano protetti, come in un nido naturale. Alla base del contenitore viene messo un asciugamani, con sopra strati di carta assorbente, in modo da poter rimuovere gli escrementi e cambiare spesso la carta, affinchè le penne non si sporchino o si incrostino. Il contenitore viene lavato una-due volte per settimana con acqua calda e detergente non profumato.
Nell’angolo del contenitore protetto dal telo, viene costruito un “nido” con una ciotola di vietro, o sottotazza , ricoperta di carta assorbente. Questi uccelli si posano volentieri in posti un po’ rialzati.
Per gli esemplari ancora “implumi” o gravemente malati, che hanno assolutamente bisogno di una fonte di calore, utilizziamo un termoforo che mantenga la temperatura costante e rappresenta la soluzione ideale. La temperatura deve essere mantenuta intorno ai 32°C e viene scrupolosamente e regolarmente controllata.
Il posto dove tenere i nostri “trovatelli” deve essere tranquillo, luminoso, asciutto, privo di correnti d’aria e di polvere onde evitare, in quest’ultimo caso, il rischio di aspergillosi.


Risultati stagione 2012


Provenienza degli animali recuperati
Grafici riassuntivi

Intervento chirurgico su ferite da morso


Attività scientifica


E’ stata avviata una collaborazione tra l’Università di Camerino, il Sincrotrone di Trieste, Linea di Luce SYRMEP e la nostra associazione, in merito ad un progetto di ricerca:

“Proposal number: 20115269, Phase contrast imaging of the structure of avian feathers: a comparative study of different species”
“Analisi della struttura delle penne aviari tramite tecnica RX a contrasto di fase: uno studio comparativo tra specie diverse”, tra cui anche la specie Apus apus.

“Proposal number : 20110203, Phase contrast imaging of the structure of healthy and defective avian feathers from the species Apus apus”
“Analisi della struttura di penne fisiologiche e distrofiche della specie Apus apus tramite tecnica RX a contrasto di fase” in relazione allo studio : 1) dei possibili danni causati alle penne da una alimentazione errata, inconsapevolmente adottata dall’uomo durante il periodo di cattività forzata degli esemplari recuperati; 2) dei possibili danni dovuti alla scarsità di cibo durante la crescita dei pulli per scarso apporto da parte dei genitori, causato da mancanza di insetti per avverse condizioni climatiche o per digiuni prolungati dei nidiacei recuperati dall‘uomo, per morte dei genitori o abbandono improvviso dei nidi da parte dei medesimi alla fine della stagione migratoria.

Nidi artificiali e tutela dei siti di nidificazione


Tra i progetti rientra anche la messa in atto di cassette nido per il rondone comune e la tutela dei siti di nidificazione, già preesistenti, anche di rondini e balestrucci.

Proteggere questa specie attraverso il mantenimento o la costruzione di strutture che incoraggino questi uccellini a vivere con noi è qualcosa che l’uomo ha fatto per secoli.

Le cassette nido hanno un valore protezionistico e sono interventi di grande sensibilizzazione e un modo per avvicinare le persone al mondo della natura e per favorire concetti di rispetto e di civiltà anche nei confronti di più grandi temi ambientali.

Cos’è una cassetta nido per rondoni?

E’ una costruzione a forma di parallelepipedo in legno o mattoni, sita in un luogo riparato dalle intemperie, con un foro di entrata, utilizzabile per questa specie aviaria durante la nidificazione.

Un esempio di tutela dei siti di nidificazione del balestruccio (Delichon urbica), che l’associazione si propone di suggerire alle autorità locali, potrebbe essere l’utilizzo di intonaco rugoso sotto i cornicioni delle case, nelle nuove costruzioni o in fase di ristrutturazione di fabbricati, per agevolare l’uccellino nella costruzione del nido ‘a coppa‘ , tipico di questa specie.
Alcuni di questi provvedimenti, posti a modifica del regolamento edilizio, come ad esempio, il ripristino delle vecchie tegole a “coppi aperti” nella prima fila dei tetti delle case, onde favorire l‘ingresso ai rondoni che usano le cavità per riprodursi , risultano essere già stati adottati in alcuni comuni d’Italia, come dimostrato, nella delibera del 25.05.2010, emessa dal comune di Marciana, (LI) Isola d’Elba, compreso nel parco nazionale dell’Arcipelago toscano .
Importante, altresì, sarebbe adottare delle misure tecniche per mantenere aperti gli accessi ai nidi di rondine (Hirundo rustica), simbolo e anima millenaria delle nostre campagne, di cui sembra essere stato rilevato un sensibile calo demografico in tutto il nostro Paese.

Va sottolineato inoltre che in ambito urbano, nella Provincia di Trieste, le colonie di balestruccio sono da considerarsi in netto calo e sono localizzate maggiormente tra le vie Svevo/D’Alviano con un numero di circa 19 nidi ben conservati e circa 25 in via Tor San Pietro. Per la tutela di questa specie l’Associazione ha già iniziato, con la partecipazione della Provincia di Trieste, della ditta Vertigine e ovviamente dei privati cittadini, l’applicazione di nidi artificiali in sostituzione a quelli già presenti e asportati a causa di opere di restauro degli edifici.

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