Nidi artificiali e tutela dei siti di nidificazione

Tra i progetti rientra anche la messa in atto di cassette nido per il rondone comune e la tutela dei siti di nidificazione, già preesistenti, anche di rondini e balestrucci.

Proteggere questa specie attraverso il mantenimento o la costruzione di strutture che incoraggino questi uccellini a vivere con noi è qualcosa che l’uomo ha fatto per secoli.

Le cassette nido hanno un valore protezionistico e sono interventi di grande sensibilizzazione e un modo per avvicinare le persone al mondo della natura e per favorire concetti di rispetto e di civiltà anche nei confronti di più grandi temi ambientali.

Cos’è una cassetta nido per rondoni?

E’ una costruzione a forma di parallelepipedo in legno o mattoni, sita in un luogo riparato dalle intemperie, con un foro di entrata, utilizzabile per questa specie aviaria durante la nidificazione.

Un esempio di tutela dei siti di nidificazione del balestruccio (Delichon urbica), che l’associazione si propone di suggerire alle autorità locali, potrebbe essere l’utilizzo di intonaco rugoso sotto i cornicioni delle case, nelle nuove costruzioni o in fase di ristrutturazione di fabbricati, per agevolare l’uccellino nella costruzione del nido ‘a coppa‘ , tipico di questa specie.
Alcuni di questi provvedimenti, posti a modifica del regolamento edilizio, come ad esempio, il ripristino delle vecchie tegole a “coppi aperti” nella prima fila dei tetti delle case, onde favorire l‘ingresso ai rondoni che usano le cavità per riprodursi , risultano essere già stati adottati in alcuni comuni d’Italia, come dimostrato, nella delibera del 25.05.2010, emessa dal comune di Marciana, (LI) Isola d’Elba, compreso nel parco nazionale dell’Arcipelago toscano .
Importante, altresì, sarebbe adottare delle misure tecniche per mantenere aperti gli accessi ai nidi di rondine (Hirundo rustica), simbolo e anima millenaria delle nostre campagne, di cui sembra essere stato rilevato un sensibile calo demografico in tutto il nostro Paese.

Va sottolineato inoltre che in ambito urbano, nella Provincia di Trieste, le colonie di balestruccio sono da considerarsi in netto calo e sono localizzate maggiormente tra le vie Svevo/D’Alviano con un numero di circa 19 nidi ben conservati e circa 25 in via Tor San Pietro. Per la tutela di questa specie l’Associazione ha già iniziato, con la partecipazione della Provincia di Trieste, della ditta Vertigine e ovviamente dei privati cittadini, l’applicazione di nidi artificiali in sostituzione a quelli già presenti e asportati a causa di opere di restauro degli edifici.

Le foto dell’applicazione dei nidi artificiali le trovi in questa pagina!

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